San Pietro edizione 2009 0
Indro Collinelli
L’insostenibile ruolo di paese ad alta valenza turistica
Gentilissimo Signor Sindaco e per conoscenza all’Assessore al Turismo e a quant’altri si riconoscono chiamati in causa da questa lettera.
Prima di scrivere queste righe ho aspettato un paio di giorni per lasciare decantare la mia delusione a proposito della festa di San Pietro e di tutto quello che è successo in questi giorni e quindi mi sono anche imposto di censurarmi e non usare termini come: impostori, imbonitori di piazza, sicofanti, infidi, ambigui furbetti di palazzo, apprendisti pifferai ed incantatori di serpenti e cosi continuando, lasciando spazio ad un linguaggio più eterogeneo e meno ortodosso e facendo ricorso, con notevole difficoltà, ad una terminologia più sobria e controllata.
Sarò sincero. Dopo le recenti dichiarazioni fatte dall’Assessore al turismo in merito all’applicazione dei criteri turistici descritti con dovizia di particolare nel documento “atto d’indirizzi” mi aspettavo una festa diversa dalle ultime: più ricca di contenuti, meno incasinata, meglio organizzata, insomma più godibile senza scadere nella solita bolgia improvvisata.
Mi ero illuso ? Ebbene si. Mi ero proprio illuso.
Descrivere tutti i disservizi e le anomalie riscontratesi in questi giorni è come partecipare ad un gioco al massacro tante sono le manchevolezze organizzative che hanno fatto rimpiangere le edizioni passate seppure con le inevitabili “pasqualinate” intese come spreco di denaro pubblico associato al gusto piuttosto discutibile di certe scelte “artistiche”.
Mi spiace gentili signori, non è così che si tenta di dare un’identità turisticamente rinnovata e degna di tale nome a questo paese. Non è questa la strada per raggiungere la meta di paese turistico e non è così che si risollevano le sorti economiche del comparto commerciale; non bastano certamente tre giorni di shopping compulsivo fatto di acquisti presso le bancarelle cinesi e non.
Veda Egr. Assessore in un paese come il nostro ad alta o a bassa valenza turistica deve esserci comunque una parvenza di turismo che in qualche maniera renda l’idea di tale vocazione tanto da farlo percepire al turista. Veda ad esempio la decisione di attuare proprio in questi giorni la nuova zona pedonale in concomitanza con la festa. Tutto ciò appare quanto mai sbagliato ed intempestivo. Che ci sia reale necessità di disciplinare il traffico veicolare non v’è ombra di dubbio purché si faccia in tempi e modi da consentire alla gente di abituarsi alla novità senza eliminare in maniera repentina tutte le precedenti abitudini acquisite nel tempo.
A memoria mia è la prima volta che assisto ad un vero e proprio ingorgo di proporzioni gigantesche rispetto alle dimensioni del centro storico del paese. Nella zona maggiormente colpita, via Mazzini, sembrava di trovarsi in una di quelle strade maggiormente trafficate di Napoli o Roma tanto era il caos.
Ma passiamo ad argomenti meno pesanti e più generici.
A proposito di qualità del turismo se non si emettono provvedimenti che regolamentano l’uso delle insegne pubblicitarie, di qualsiasi genere, si assisterà ad un abuso indiscriminato di iniziative finalizzate forse a pubblicizzare qualcosa ma a tutto danno dell’immagine del paese. Prendiamo ad esempio: davanti al forno lungo il corso fanno bella mostra alcuni cartelli scritti con pennarello ed appiccicati in maniera maldestra, dove appare la scrittura “posteggio riservato al panificio”. Ammesso che lo spazio di quel marciapiede è di proprietà del panificio, forse sarebbe opportuno che qualcuno suggerisse al proprietario di realizzare in maniera turisticamente consona cartelli idonei a segnalare il posteggio privato.
Continuando la passeggiata perlustrativa per il corso in su e giù si vedono decine di cartelli pubblicitari improvvisati su pezzi di cartone, legno o carta semplice, collocati sul marciapiede o addirittura sulla strada, poggiati su sostegni precari e pubblicizzanti le cose più disparate: take away – cornetti – souvenir – pesce – pizze – sconti – rent – ed altri prodotti che se veicolati con criterio e disciplina renderebbero migliore efficacia ai prodotti ed ai promotori.. Per non parlare della pubblicità murale che è affissa selvaggiamente ovunque ci sia un spazio disponibile. Ma non s’era parlato di un regolamento che disciplinasse anche queste insegne ?
E poi ?……….. vogliamo parlare dell’acqua non potabile?
Sono quasi due settimane che è stata bandizzata questa notizia. Voglio essere buono e comprensivo: dal momento che la notizia viene resa pubblica, fino a quando si individua il guasto che causa l’inquinamento e fino alla riparazione del guasto possono passare due-tre giorni…….una settimana, ma quando invece dopo 15 giorni non si hanno notizie certe è evidente che c’è qualche manchevolezza dell’ente acquedotti. A questo punto un sindaco che “si rispetti”, rendendosi conto dell’enorme danno che si sta creando alla comunità (oltre che alle famiglie penso agli esercizi pubblici: ristoranti, pizzerie, bar, forni etc.) e data l’approssimarsi della festa si dovrebbe mobilitare insieme all’intera giunta ed intervenire con energia nei riguardi degli inadempienti denunciando la loro incapacità a risolvere il problema. Un intervento fermo e deciso in tal senso avrebbe il consenso di tutti. Ma evidentemente il nostro sindaco, per ora, non cerca consensi….forse più in là.
E per finire due o tre domandine o mò di dessert, giusto per fare digerire meglio gli appunti mossi fin’ora.
Siete al corrente che diversi turisti, venuti a conoscenza della non potabilità dell’acqua hanno disdetto le loro prenotazioni e chi invece non l’ha fatto si accinge a chiedere rimborsi ed indennizzi ?
Ma l’acqua dei “cannoli” è potabile ? Nel caso non lo fosse non andrebbe notificata con un avviso importante agli eventuali fruitori?
Come mai anche quest’anno mancavano i gabinetti chimici per gli ambulanti ?
Ho notato invece che essendo aumentati il numero degli ambulanti che offrono le loro mercanzie, quest’anno si sono occupati parti di suolo stradale, angoli, davanzali etc. rendendo precario anche il traffico pedonale.
Ma vi siete resi conto che il maggiore afflusso di mercanti e visitatori ha causato un aumento sproporzionato di auto e furgoni tando da intasare anche le strade periferiche?
Ne avrei ancora di dolcini da fine pasto ma non vorrei che faceste un’indigestione e vi prendeste grosse preoccupazioni per queste facezie stagionali ormai diventate endemiche; almeno finché amministrate voi.
Perdonate ancora la mia impertinenza se vi rivolgo la mia ultima domandina: MA VOI, CI SIETE O CI FATE ?
Se ci siete; beh allora sarebbe il caso che l’intera amministrazione comunale, sindaco in testa, si recasse in paesi tipo San Vito oTerrasini per verificare “de visu” come si gesticono gli avvenimenti turistici che una volta si chiamavano sagre paesane. Grazie ai miei buoni rapporti con i sindaci di quei paesi si potrebbero organizzare corsi formativi di aggiornamento per politici ed assessori, considerato che Balestrate, rispetto a loro, è ancora fermo a vent’anni fa.
Se invece, haimè, ci fate; non mi resta che prenderne tristemente atto a suggerirvi un autoazzeramento politico con dimissioni di massa…..irrevocabili.
Colgo l’opportuna occasione per porgere, a voi ed al vostro STAFF i miei più generosi sentimenti di forte disapprovazione.
Indro Collinelli
1° luglio 2009



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