L’uomo che verrà « AltraBalestrate.it

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  • on 02.12.2011
  • at 12:19 PM
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L’uomo che verrà 0

dic2

Indro Collinelli

In questo paese, dove non succede mai niente, a parte qualche abbruciatina di alcune autovetture, e di incendi, forse dolosi, ad alcuni depositi di barche e a qualche lido; in questo paese dove la festa più bella e gioiosa, il carnevale, é stata abolita; in questo paese che aveva un forte impronta di richiamo nella discoteca più conosciuta in Sicilia, la conchiglia, chiusa ormai, credo da dieci anni; in questo paese dove stava nascendo un polo diportistico con l’apertura anche precaria del porto; in questo paese, dicevo, che ormai si distingue per la stagione del turismo usa e getta e che alcuni, palesemente bugiardi e nonostante tutto continuano ad appioppargli l’etichetta di paese turistico; in questo paese, finalmente, dopo una penosa attesa di quasi cinque anni, sta per verificarsi un evento che per la sua importanza riuscirà, fra qualche mese, a coinvolgere quasi tutti i balestratesi: ricchi e poveri, colti ed ignoranti, grandi e piccoli, uomini e donne, in un vortice via via sempre più intenso che riporterà alla ribalta i cosiddetti politici balestratesi, razza che tutti speravano in estinzione e che invece, anno dopo anno, trova nuova linfa nell’ambizione di altri personaggi sollecitati e lusingati da un possibile candidatura a sindaco.

Fra poco, la piazza ed i quattro canti di via Roma, i saloni di barba e le parruccherie, i supermercati i bar i salotti e tutti i luoghi di frequentazione saranno il palcoscenico prediletto della canea di personaggi, vecchi e nuovi, che vanno alla strenua ricerca di spazi ed immagini ostentando le loro mercanzie taroccate, accompagnati da uno stuolo di vassalli e portaborse, gregari e servi in multiuso, con l’ineffabile complicità di sponsors più o meno occulti. Uno scintillante show pieno di promesse logore e fasulle sciorinante da sempre con la estenuante ripetitività degli spots pubblicitari.

Insomma lo show che tutti aspettiamo; la rappresentazione scenica patetica e commovente della vera vocazione dei balestratesi. Se solo qualcuno avesse un pizzico di fantasia più degli altri potrebbe approfittarne per promuovere visite guidate e pubblicizzare il paese quale meta di interesse “culturale” per sollecitare presenze destagionalizzate; e questo sarebbe il vero business.

A costo di deludere qualcuno, non vi dirò i nomi dei possibili candidati, non vi elencherò le qualità i difetti ed i pregi di questo o di quello, non stilerò nessuna possibile classifica ne vi segnalerò l’esito di alcuni sondaggi addomesticati e non, ma lasciatemi almeno la facoltà di indicarvi il mio favorito, l’uomo che per i prossimi cinque anni guiderà le sorti della nostra amministrazione, che farà aprire il porto, l’uomo che farà ripristinare la conchiglia ad uso della comunità che trasformerà la ex colonia in uno splendido hotel a cinque stelle con annessa scuola alberghiera, che ripristinerà il carnevale, che risolleverà le sorti di Balestrate fino a portarlo a vette di interesse nazionale, l’uomo che da solo, con la sua viva e fertile intelligenza, vi convincerà che Balestrate ha delle immense potenzialità che potranno essere sfruttate solo con la vostra collaborazione. Ma non vi dirò il suo nome; quest’uomo voi lo riconoscerete fra gli altri, fra tutti quelli che si presenteranno nei comizi di piazza perché si distinguerà per la sua facile ed appropriata eloquenza, per il bell’aspetto e per la sua accattivante ironia e per la serietà dei suoi progetti.

E voi finalmente gridando al miracolo lo voterete, tutti.

Vi state chiedendo se quest’uomo esiste o é solo frutto della mia fantasia? No mie cari compaesani, l’uomo esiste e voi lo conoscete, sapete già il suo nome. Egli verrà a casa vostra e vi chiederà il vostro voto, romperà quell’ultimo diaframma d’incertezza che ancora vi assilla e voi lo voterete in cambio di qualche facile e fragile promessa e quando sarà sindaco vi sentirete fieri di averlo votato e per un momento, solo per un momento, vi sentirete orgogliosi di essere balestratesi. Poi, prima ancora che il gallo canti il suo saluto alla nuova era, vi sentirete raggirati, truffati e delusi ed eliminando dalla vostra coscienza l’ultima esile speranza del possibile ravvedimento dell’uomo che vi ha ingannati, fatalmente ed inesorabilmente lo rinnegherete ad aspetterete i prossimi cinque anni per vendicarvi per l’oltraggio subito.

Poi, in voi, piano piano subentrerà il sospetto di essere stati, ancora una volta usati e giurerete a voi stessi di non andare più a votare. Ma cinque anni sono lunghi e presto la vostra proverbiale e totale indifferenza per le vicissitudini legate al nostro paese vi faranno dimenticare la rabbia e la delusione, vi inventerete scuse puerili e tornerete con la vostra radicale indolenza a votare per questo o per quello lubrificandovi la vostra coscienza con il solito alibi del dovere e del diritto a votare.

Auguri.

Indro Collinelli

Dicembre 2011

 

 

 

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