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  • on 10.02.2010
  • at 07:56 PM
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Lettera ad un sindaco mai nato 0

feb10

di Indro Collinelli

Caro Tonino, non me ne voglia se adopero questa dizione impropria e confidenziale per rivolgermi a lei; non potevo certo iniziare la lettera con espressioni sgradite e poco affettuose. L’educazione mi impone di usare termini cortesi seppure avrò modo, nel corpo di questa lettera, di esternarle tutto il mio disappunto per quanto da lei fatto e non fatto, in termini di pianificazione, arrecando notevoli guasti a tutto il territorio.
Già dal programma improvvisato e pieno di promesse irrealizzabili, che aveva presentato a suo tempo, si denotava la certezza del raggiro premeditato e oltraggioso a tutto danno di chi ha la sfortuna di vivere in questo paese sbandato e senza guida
Infatti, lei non è mai stato sindaco di questo paese, anche se continuamente ne rivendica la titolarietà usurpandola a chi a buon diritto avrebbe potuto esercitarla sicuramente meglio di lei.
Come si può definire sindaco chi si muove nell’ambito di un’amministrazione comunale causando danni irreversibili cercando poi di rifugiarsi sotto il vecchio e stantio alibi dell’inevitabile inesperienza? Vedi ad esempio il caso del porto.
E’ cosi che si difendono gli interessi della comunità ? E’ così che si buttano all’aria anni di speranza di chi riteneva a buon diritto di poter avere un futuro, anche marginale, nell’ambito portuale? E’ così che si cede alle pressioni dei persuasori non tanto occulti che l’avrebbero obbligata a desistere dal sostenere l’impegno della società mista ?
Se lei fosse stato il vero sindaco di questo paese, avrebbe avuto il coraggio di prendere la decisione giusta e vantarsene da sindaco. Ma lei non lo è….e quel che peggio non lo diventerà mai
A quale titolo può aspirare colui il quale con pervicacia ,nonostante i continui insuccessi, insiste a proclamarsi guida di un’amministrazione fallimentare ed incapace di gestire soluzioni prioritarie come ad esempio quella dell’alberghiero.
Forse aspetta che l’edificio crolli e faccia qualche vittima ? Pensa per caso che la Provincia decida di trasferire la scuola a Partinico sollevandola così da una dei più grossi impegni che ha omesso di mantenere ai suoi elettori ?
Si sente dire in giro che, per sua esplicita volontà, ovviamente tramite l’immancabile coercizione dei suoi fedeli “amici”, vorrebbe vendere l’intera struttura della ex Colonia Marina. Prima di prendere la decisione definitiva ha consultato bene il regolamento comunale agli articoli 68 e 69 dove è chiaramente indicato cosa e come fare per la conservazione dei beni patrimoniali ? Si è consultato con i suoi consulenti interni ed esterni? Ha sentito cosa ne pensa l’opinione pubblica magari organizzando un convegno ? Un sindaco lo farebbe ……un sindaco.
E che dire poi della ex Conchiglia e dell’ex Macello entrambi tornati nel pieno possesso del Comune. Saranno svenduti anche loro ? E poi toccherà al palazzetto dello sport ed al campo di calcio ? E perché non svendere anche l’edificio del Comune cosi ci risparmiamo l’onere di mantenere struttura ed organico viste l’esosità dei costi ed i limiti della resa. Ma si, cancelliamo il paese dalla carta geografica della Sicilia e sostituiamolo con il “ paese che non c’è” come il suo sindaco.
Quando si vuole definire un’azione poco seria e strampalata, si ricorre a termini tipo: buffonata, pagliacciata, carnevalata………ecco forse questo è il termine più adatto per definire l’ultimo atto, in ordine di tempo, della sua “disguida” comunale. Una carnevalata in tutti i sensi. In mancanza dei carri, della festosità dei bambini, della spensieratezza degli adulti, ci godremo le sue carnevalate piene di incontenibile ed arrogante incapacità. Che spettacolo!
L’inevitabile disagio che provo nel denunciare queste sue scelleratezze scompare davanti alla ferma certezza che quanto prima, speriamo al più presto, lei possa tranquillamente tornare alla sua vecchia occupazione di maestro di scuola fino a quando da buon pensionato e nonno potrà raccontare ai suoi nipotini di quando tentò di diventare sindaco senza riuscirci.

Si riguardi.

Indro Collinelli
09/02/2010

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