Lettera a Gabriella Vitale « AltraBalestrate.it

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  • on 09.11.2011
  • at 06:10 PM
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Lettera a Gabriella Vitale 0

nov9

Indro Collinelli

Cara Gabriella,

ho appena finito di leggere la tua lettera di dimissioni da consigliere comunale che per certi aspetti ha provocato il mio disappunto e la mia delusione.

Ciascuno deve poter essere  libero di poter fare le proprie scelte in assoluta libertà ed a nessuno é consentito emettere giudizi sommari e critiche gratuite ma……. permettimi, ti prego, di darmi questa piccola possibilità di farti conoscere, per quel che può valere, le mie considerazioni in merito alla tua decisione.

Ritengo che la  tua scelta di fare politica, all’origine, nasce dall’esigenza di fare qualcosa per il nostro paese e questa, e ne sono fermamente convinto, dovrebbe essere il vero ed il solo  spirito di tutti quelli che a questo progetto vogliono dedicarsi. La tua animosità, che conosco abbastanza bene, ed il tuo notevole entusiasmo, ti hanno accompagnato per un buon tratto della tua missione e nonostante le prime delusioni e gli impedimenti hai tenuto per un bel po’. Poi, però, man mano che il tempo passava subentrava in te  la consapevolezza che malgrado il tuo notevole impegno non riuscivi ad avere più il ruolo che ti era stato affidato dai tuoi elettori ed hai cominciato a cedere emarginandoti dall’agone cosiddetto politico, riconoscendo in questo modo la tua impossibilità a competere con i vecchi volponi che nei tempi e nei modi ti avevano dapprima adulata , lusingata, ed a tua insaputa, usata per ottenere la tua tacita alleanza, specialmente quando si argomentava su decisioni marginali e di poco conto oppure altre iniziative fortemente compromesse dalle pressioni continue dell’opposizione. Quando invece tu, in un impeto di orgoglio, hai tentato invano di osteggiare gli ottusi propositi dei vecchi politici, ti sei ricordata della strana promessa fatta a te stessa e ti sei desolatamente rassegnata ad abbandonare la tua missione lasciando delusi i tuoi elettori e contenti i tuoi detrattori.

Non voglio fare ricorso alla facile retorica ricordandoti che in tempi ancora non sospetti ti avevo messo in guardia da questo inevitabile tranello; ma evidentemente, prima il tuo legittimo entusiasmo accompagnato da un inevitabile mancanza di esperienza, poi l’avvilimento nel constatare  l’impotenza delle tue azioni hanno provocato questa tua imprudente decisione di dimetterti dimenticandoti che durante la tua campagna elettorale avevi reiteratamente promesso, pubblicamente, che avresti dato un notevole contributo a risolvere i problemi del paese.

Ora tu elenchi, come ha fatto Vito Rizzo prima di te, tutte le interrogazioni, mozioni ed altre  proposte che tu ed il tuo gruppo avete portato avanti durante questi quattro anni, quasi a voler dire: io comunque ci ho provato. Ma dimmi, sinceramente, tu veramente credi che questi vostri interventi hanno cambiato in meglio l’immagine del paese e/o hanno contribuito a dare il giusto impulso ad una possibile evoluzione e regolamentazione socio politica della gestione amministrativa ? Si?

Ma allora perché non hai continuato fino alla fine perseverando con il tuo operato “aggredendo il sistema” chiedendo pubblicamente e senza mezzi termini la testa di quelli che tu ritieni vecchi consiglieri prepotenti che sottomettono le giovani leve o magari sputtanando gli opportunisti e rivendicando a pieno titolo la tua missione di “rivoluzionaria”?

Dici che continuerai a fare politica per le strade, nelle piazze, fra la gente disposta a sentire le tue opinioni che purtroppo andranno vanificate ed inevitabilmente perderanno la loro valenza perché divulgate fuori dal palazzo. E che senso ha tutto questo? Forse vuoi avere un alibi per questa cocente sconfitta che hai subito e che indirettamente hanno pure subito tutti quelli che la pensano come me?

Se ti può′ essere di conforto, appunto per quel che vale la mia considerazione, questa esperienza andava fatta. Forse ti ha arricchito politicamente. Forse hai provato repulsione e  nausea nel constatare i mezzucci,  le furbizie e gli opportunismi che sono ordinariamente usate dai vecchi volponi, ma sicuramente sei arrivata alla conclusione che mai più ti presterai alla tentazione di fare qualcosa per il tuo paese ammenocché  il tuo paese nel frattempo non cambi.

Ti auguro un felice avvenire.

Indro Collinelli

8 novembre 2011

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