La politica immorale « AltraBalestrate.it

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  • on 23.09.2009
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La politica immorale 0

set23

Benedetto Lo Piccolo
La politica immorale posta in essere in questi ultimi mesi, è l’espressione massima di una cultura del caos, del romano-bizantino “dividi et impera”, ma è allo stesso tempo il “requiem” di un progetto partecipato e condiviso composto da una compagine ben definita pronta ad assumersi le responsabilità di governo.
La ritengo immorale perché l’impegno di rispettare un programma elettorale e i patti sottoscritti pubblicamente, è venuto meno, tradendolo con la scelta “easy”, unilaterale, di acquisire l’apporto numerico di chi non ha sottoscritto quel programma e non si è sottoposto a quegli accordi, pur di sfuggire da parte del sindaco al confronto sulle cose da fare per realizzare il programma stesso.
In prima istanza mi ero meravigliato che alcuni componenti della nuova maggioranza si piegassero a tale impostazione perché fautori di un atteggiamento che poneva al centro del confronto gli obiettivi sottoscritti con il programma, ma ogni uomo ha le sue necessità, i suoi bisogni, i suoi modi di interpretare la vita pubblica. Non mi meraviglio.
Scegliere, da parte del sindaco & co., di non affrontare i problemi politico-amministrativi fuggendo da un confronto realista sullo stato di fatto dello sviluppo della città, spostando l’accento sui problemi di comunicazione e relazione tra componenti dello stesso gruppo dirigente, è stata la via più semplice ma la meno democratica.
L’involuzione voluta dall’attuale sindaco è il risultato, direbbero i cultori di Kurt Lewin (autore che i maestri conoscono abbastanza bene), dell’azione contemporanea del genotipo e del fenotipo nei rapporti interpersonali: la prima caratteristica rappresenta la struttura genetica del soggetto-sindaco, che lo identifica, ad esempio i tratti caratteristici di un ceppo familiare; la seconda invece l’influenza che subisce il soggetto-sindaco dall’esterno, dall’ambiente che lo circonda in un preciso momento della vita. Le prime non possono cambiare (si appartiene a… per sempre!), le seconde invece variano a seconda da quale ambiente frequenti, da quali persone risultano più influenti per il soggetto medesimo.
Il risultato attualmente rilevabile è che, da un gruppo dirigenziale basato su attività di partecipazione/cooperazione/integrazione informate da una sana attività di controllo dell’emotività (che sviluppa talvolta empatia), si è ritornati ad una fase di “posizione difensiva” dei componenti la nuova maggioranza in quanto gli interessi di parte non vengono espressi, rimangono chiusi nell’intimità dei pensieri e dei sentimenti del singolo consigliere o assessore o fautore del Nuovo Ordine.
Unico risvolto sarà il progressivo emergere ed affermarsi della somma delle attività dei singoli e dei loro eventuali risultati amministrativi (qui sorgerà il problema dell’intestazione) e si determineranno tanti di quei comportamenti devianti, non in sintonia con quanto tollerato dal suo ideatore (sindaco & co.), che alla fine in molti si rivolteranno contro questa scellerata scelta che li proietta inesorabilmente verso una modalità inefficace di fare politica dettata dall’emotività del momento.
Prendere una decisione non è un’operazione facile. Saper decidere implica maturità e consapevolezza di chi deve fare o condividere una scelta. Significa non farsi sopraffare dalla capricciosità puerile e ipotizzare razionalmente e realisticamente le conseguenze di una scelta.
Purtroppo c’è il rischio che si creino dei danni irreparabili, non immediatamente visibili a breve tempo e neanche circoscrivibili, per la causalità degli eventi che si succederanno. E questo al di là della volontà del singolo di recare danni (vi sono in questa nuova compagine persone responsabili e mature), perché ciò che manca è l’amalgama ad un reale progetto di rilancio dell’azione amministrativa, sicché il singolo, invece di essere indirizzato e coordinato dal sindaco, sarà sovrastato dalla volontà del primo cittadino di controllare assiduamente l’operato che porta avanti, ciò per evitare che si possa “allargare”, che possa aumentare il peso politico, in quanto la vera finalità dell’attuale sindaco è la riconferma tra tre anni.
In tale prospettiva tutti i componenti saranno sottoposti, oltre che ad un controllo capillare della loro azione politica, al foraggiamento per il soddisfacimento dei bisogni e delle necessità politiche. Così li metterà tutti sotto scacco, in maniera tale che nessuno di loro possa “fuggire via”.
In noi si fa sempre più forte la consapevolezza che non possiamo permettere che si attui questo regime politico, farebbe solo del male al governo della città.
È più che mai necessario sviluppare un modello alternativo individuando degli obiettivi politici che concretizzati avviino un vero sviluppo, aprendo il confronto con chi (riesce a mantenere i patti che si sottoscrivono e) abbia il coraggio di perseguirli nel bene della collettività.
Siamo consapevoli che amministrare una città non è cosa facile, siamo consapevoli che passare dalle idee ai fatti la strada è lunga, ma questo non ci preoccupa.
Per quanto ci riguarda controlleremo rigorosamente tutti gli atti di questo governo cittadino per evitare che si possa attuare una politica personalistica e particolareggiata, fatta di provvedimenti “ad hoc” slegati da una visione complessiva e coordinata con le finalità di vero sviluppo economico-sociale.
Incalzeremo il sindaco e l’amministrazione tutta ad avere coraggio nelle scelte di carattere generale, e in consiglio valuteremo le proposte di volta in volta e se è il caso, per migliorare gli atti amministrativi proporremo valide alternative.
Francamente non è stato facile, dopo aver contribuito fattivamente alla definizione di molti atti, comprendere ciò che è successo, ma abbiamo elaborato il lutto.

Benedetto Lo Piccolo

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