La fine di Tonino Napoleone 0
di Friederick Wohler
Dopo la disastrosa Campagna d’autunno e le sconfitte di Lipsia e Waterloo, subite in consiglio, Tonino Napoleone si trovò a fronteggiare la coalizione, della quale facevano parte l’impero russo guidato dal vecchio generale Totò Kutuzof; la Prussia del teutonico biondino Hermann von Bonaviryen; la borbonica Austria di Mimmo de Benedicto von Metternich padre del realismo politico, fautore di una politica dell’equilibrio, nonché vecchio maestro della tecnica e dello stile diplomatico, che dopo aver dato l’appoggio a Tonino Napoleone, compresa l’incapacità di quest’ultimo a governare, cominciava a guardare ad altre alleanze; l’Inghilterra di Sir Benny Wellesley, duca di Wellington, che, assieme alla Spagna di Uan Martín Guido Díez De Amicis, conosciuto con il suo nome di battaglia, El Empecinado (l’intrepido, perché non aveva remore ad allearsi con chiunque pur di vincere) e al Portogallo di Alfonso de Spicas, avevano lottato e vinto contro Tonino Napoleone nella prima guerra di indipendenza spagnola.
A questa nuova alleanza guardavano con attenzione Salvator Provenzan Fouché, ormai deluso dal suo Duce e Paul Evolà Talleyrand che assieme al principe polacco Salvator Ferrara Poniatowski, che erano ormai ben consci che l’era napoleonica era ormai alla fine e appena concluso il Congresso di Passarello sarebbero rimasti fuori dai giochi.
Insomma con poche mosse Tonino Napoleone era riuscito a mettersi tutti contro anche i piccoli statarelli chi gli stavano vicino. l’unica cosa su cui confidava era la incomunicabilità tra i vari imperi!
Ma vani erano stati tutti i tentativi di convincere la Russia e l’Austria. Tonino Napoleone tentò infatti di ristabilire il suo dominio sul Brandeburgo, grazie alle vittorie conseguite sulle forze russo-prussiane presso il porto, la ex cantina e il mare da pianificare.
Gli rimaneva di trattare con l’odiata Inghilterra, dopo che il Sir Benny aveva fermato i suoi attacchi e cominciato ad adottare un basso profilo.
Ne seguì un breve armistizio, dopo il quale gli Alleati si riunirono consapevoli che tra le truppe napoleoniche si annidava malcontento e rancore per il menefreghismo Palazzoliano soprattutto perché non difendeva i territori alleati e perché solo la Francia si era ingrassata, arricchendo il proprio bilancio comunale dei tesori e dei bottini defraudati nelle varie guerre.
Ma vi era una verità sotto gli occhi di tutti. La Balestrate europea era distrutta dalle campagne napoleoniche.
Una domanda frullava in testa dei vari imperi-gruppi politici. Quale alleanza per ricostruire l’europea Balestrate e chi guiderà l’alleanza dopo il congresso di Passarello?
Il Congresso di Vienna, pardon di Passarello, è stato spesso criticato dagli storici per il fatto di aver ignorato gli impulsi allo sviluppo liberale, tuttavia, alcuni storici sono arrivati ad ammirare gli statisti del Congresso, la cui opera impedì un’altra guerra generale europea per quasi cent’anni.
Se la storia aiuta a non commettere gli stessi errori…



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