La Campagna di Russia 0
Friederick Wöhler
Il novello Tonino Napoleone Bonaparte accecato da suo ego e mal consigliato dai sui fidi generali, aveva deciso di avviare la Campagna di Russia. Grazie a una serie di brillanti campagne militari e alleanze, aveva conquistato diversi Stati e governava larga parte della Balestrate tutta mare-bosco-spiagge, esportando gli ideali rivoluzionari di rinnovamento sociale nei paesi viciniori e arrivando a controllare numerosi Regni europei tramite i membri della sua “famiglia”.
Ma l’uomo non è mai pago, e così decise di conquistare la Russia.
L’improvvido novello Napoleone, sotto i consigli del novello ministro della polizia Salvator Provenzan Fouché e dal ministro delgi esteri Paul Evolà Talleyrand, si armò con tuta la sua potenza deciso di eliminare lo Zar Paolo I.
Il novello Napoleone confidava nel contingente straniero della Grande Armée comandato dal principe polacco Salvator Ferrara Poniatowski che molto bene conosceva il terreno russo.
Ma i russi comandati dal generale Totò Kutuzof decisero la tattica della ritirata piuttosto che scontrarsi contro il preponderante esercito napoleonico. Nella prima battaglia i russi, sconfitti, ripiegarono e Napoleone entrò a Balestrate una settimana dopo, nel pomeriggio dell’8 agosto 2009, convinto che Paolo I di Russia avrebbe negoziato la pace. Stabilitosi nel Cremlino in via Roma, il novello Napoleone non poteva immaginare che la città completamente vuota nascondesse in realtà un’insidia: nella notte Balestrate cominciò a bruciare, essendo state appiccate le fiamme da alcuni russi nascosti nelle case.
Tonino Bonaparte, che aveva tentato a più riprese di venire a un accordo con Paolo I senza riuscire neanche a far ricevere i suoi messi, perdendo così tempo prezioso per la ritirata, vista la prossimità dell’inverno, si rese conto della necessità di ritirarsi.
Diede perciò ordine di iniziare la ritirata, (e di far saltare il Cremlino che solo per una miracolosa pioggia fu salvato): vi era rimasto non più di trentacinque giorni.
La Grande Armata francese soffrì gravi perdite nel corso della rovinosa ritirata; la spedizione era iniziata con circa 8 uomini (di cui poco meno della metà erano francesi) alla fine della campagna poco più di 1 uomo rimase nei ranghi.
Tra il 25 e il 30 novembre, infatti, i resti dell’armata, distrutta prima dal caldo e poi dal freddo (il cosiddetto “generale Inverno”) vennero in gran parte annientati dai russi durante il passaggio della Beresina.
Intanto, Napoleone era stato raggiunto dalla notizia che a Parigi il generale Vito Malet aveva diffuso la notizia della morte dell’imperatore e tentato un colpo di Stato. Angosciato delle notizie di tradimento (Talleyrand e Fouché stavano ormai tramando col nemico), Tonino Napoleone Bonaparte abbandonò precipitosamente la Russia dove iniziava a ricostruire un nuovo esercito di 4 uomini, in realtà giovanissimi e male addestrati.
Le potenze europee, consce dell’atroce disfatta di Russia, sollevarono la testa e formarono una nuova coalizione.
La prima a unirsi alla vittoriosa Russia fu la Bonaviriana Prussia del che, abbandonando l’alleanza con Napoleone, si schierò a fianco dell’Inghilterra di Sir Benny Wellesley, duca di Wellington già chiamato ai tempi Padre Pio. Era la sesta coalizione.
Si preparava la battaglia di Lipsia.
Ai lettori un’attenta analisi dei personaggi in cerca d’autore. La storia a volte si ripete cambiano i nomi ma le gesta rimangono…
A buon intenditor poche parole!!!



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