IL PIANO CASE OCCASIONE DI SVILUPPO 2
di Benedetto Lo Piccolo
È noto a tutti da diverso tempo che vi è in discussione presso il Parlamento siciliano il provvedimento normativo denominato “Piano Case”. Ebbene giovedì 21 gennaio la commissione Territorio ha esitato la proposta di legge (vedi allegato) concordando anche gli emendamenti e presto si porterà in discussione per l’approvazione all’ARS.
Questa veloce premessa per introdurre un argomento molto importante sul piano dello sviluppo urbanistico, in quanto questa legge permetterà ai cittadini di ampliare gli edifici esistenti al 31 dicembre 2008 (specificato nell’articolo 2 della proposta di legge) o addirittura demolire e ricostruire gli edifici esistenti al 31 marzo 2003 (specificato nell’art. 3 della proposta di legge). Tale esigenza delle famiglie contribuirà ad attivare il sistema economico basato sull’edilizia, da noi molto sviluppato e attualmente in grande difficoltà per la crisi che ha colpito e colpisce il sistema economico mondiale.
Dunque il Piano Case si è presenta come opportunità di sviluppo oltre che di soddisfacimento delle esigenze delle famiglie.
Siccome ci distingue la voglia di essere concreti, ritengo sia opportuno cominciare ad avanzare delle proposte, se Balestrate non vuole farsi trovare impreparata ad affrontare questa grande opportunità. E su questo argomento anche altri gruppi consiliari sono perfettamente d’accordo.
A mio avviso prima bisogna iniziare a fare una analisi della situazione attuale:
1. Le famiglie non sono riuscite in questi anni a risparmiare e sono in gravi difficoltà economiche. Manca un lavoro stabile e la maggior parte delle famiglie balestratesi è monoreddito.
2. Le imprese, per lo più quelle artigiane sono in grave crisi per mancanza di lavoro tenuto conto che le famiglie hanno poca liquidità e si limitano ad effettuare lavori solo di manutenzione urgente.
3. Balestrate ha ancora da affrontare la discussione per il Piano Regolatore (su questo punto, volendo essere propositivo, evito di fare polemiche), ma non può perdere l’occasione di un rilancio di questo settore economico e non può far perdere l’opportunità di poter costruire a chi può.
La situazione non è delle più rosee ma con un po’ di buona volontà, se ci mettiamo ognuno la propria idea risolutiva possiamo fare un grande servigio alla nostra comunità.
Io ritengo che sia risolutivo il coinvolgimento del sistema bancario con dei prodotti che permettano al cittadino di restituire le somme per esempio in 15 anni. Il comune può aiutare e dare sostegno all’iniziativa istituendo un capitolo per il finanziamento degli interessi attivi del mutuo grazie alle entrate derivanti dagli oneri di urbanizzazione. In questa maniera le somme mensili che dovrebbe pagare ciascuno di noi diventa sopportabile.
Facciamo un esempio.
Un cittadino deve spendere 50.000,00 euro per realizzare i lavori: se deve fare un mutuo e deve restituirli in 5 anni dovrà restituire al mese 833 euro (e diventa impossibile per quasi tutte le famiglie); ma se li deve pagare in 15 anni, ovvero 180 mesi, il risultato sarebbe una rata mensile di 278 euro. A questa somma dovremmo aggiungere gli interessi che possono essere coperti tutti o in parte dal comune che prenderebbe i soldi da parte degli oneri di urbanizzazione pagati dal cittadino stesso.
Ci guadagnerebbero tutti!!!
Il cittadino e le famiglie perché non dovrebbero svenarsi per pagare il mutuo e realizzerebbero il proprio sogno!
Immettere capitali liquidi nel settore, significa sviluppare lavoro per i carpentieri, muratori, prospettasti, elettricisti, idraulici, indoratori, falegnami, fabbri, ecc… e anche le famiglie di questi piccoli imprenditori e artigiani, vedrebbero finalmente arrivare qualche soldo nelle loro casse.
Il comune otterrebbe, oltre ad un incremento delle entrate, la possibilità di realizzare (con un apposito regolamento per i prospetti) la finalità del decoro urbano con la realizzazione dei prospetti delle case.
Ovviamente questa è un’idea. Se si apre un confronto sicuramente ne usciranno fuori altre anche migliori possibilmente, ma otterremo il risultato di non perdere questa occasione, legale, di sviluppo della nostra città.
In tal senso presenteremo una mozione al Consiglio comunale per avviare la discussione e decidere assieme il da farsi.
A scanso di equivoci, visto che qualcuno mi ha detto che il sindaco si potrebbe sentire sminuito nella sua figura, nel suo ruolo, perché la proposta non deriva da lui e dalla sua maggioranza ma dai gruppi di opposizione spiego perché non potrà tirarsi indietro: il suo programma così recita: “Mi attiverò per avviare un sistema amministrativo e fiscale di supporto all’iniziativa privata con apposite convenzioni e accordi. Coinvolgerò il sistema bancario orientandolo ad assolvere al ruolo complesso di valorizzatore di risparmi e distributore di investimenti, sprigionando così ingenti risorse a sostegno della produzione e del commercio….il mio impegno principale sarà quello di innovare la politica delle entrate nelle casse comunali sempre esigue, a causa anche di una sempre più esigua disponibilità finanziaria nei trasferimenti dello Stato e della Regione che caratterizza le amministrazioni locali….”.
Noi siamo pronti alla discussione per, finalmente dare certezze e provvedimenti concreti alla cittadinanza.



Parlamento siciliano ? ma quale parlamento. Consiglio regionale . e i DEPUTATI del’ARS non sono che consiglieri regionali. ma li leggete gli articoli sul corriere ( della sera, meglio precisare ) di Gianantonio Stella ?
Idea degna di considerazione, anche se sottovaluta il costo per gli interessi passivi, tuttavia, uno studio andrebbe fatto.
In passato l’amministrazione comunale con il Sindaco Tuzzo ha attuato convenzioni con le banche locali per concedere a cittadini balestratesi prestiti per rifacimento di facciate degli immobili.