Cose di ordinaria incapacità « AltraBalestrate.it

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  • on 04.08.2011
  • at 01:38 PM
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Cose di ordinaria incapacità 0

ago4

Indro Collinelli

Penosa, semplicemente penosa l’esibizione tenuta dal  sindaco e dal suo superstite assessore davanti   ad un pubblico piuttosto incavolato che pretendeva risposte convincenti, e non le solite cazzate, in merito alla ridicola situazione dell’ormai famoso porto turistico di Balestrate.

C’è stato un momento, un lungo periodo di tempo per la verità, che davanti all’incalzare delle domande degli intervenuti, mi sono veramente vergognato di essere rappresentato, come balestratese, per la enorme sfacciataggine ostentata dai due figuri che nonostante la grave situazione creatasi abbozzavano risposte inconcludenti e piene di retorica.

Le solite assicurazioni blaterate con la solita disinvoltura hanno contribuito ancora di più a fare esasperare gli animi sia dei diportisti che dei marinai.

Lo dico francamente e senza timore di essere smentito, la verità é che il sindaco non é all’altezza della situazione, quanto meno di questa, e non riesce a trovare la soluzione ad un problema che gli pesa come un macigno e che si porta appresso da quando é subentrato a Bonaviri.

Certamente, e da come sono andate le cose da quando lui tenta di gestire il comune, (vedi liquidazione della società mista) il porto è di esclusiva e determinante competenza dell’Assessorato Ambiente e Territorio con delega alla Capitaneria di Porto di Palermo per il controllo e la vigilanza ma é pur vero ed innegabile che il sindaco ha il dovere di intraprendere ogni e qualsiasi iniziativa per ottenere, nelle more che il porto venga definitivamente assegnato, una seppur minima gestione operativa per soddisfare le esigenze di alcuni diportisti di passaggio e di alcuni operatori che tentano di instaurare la cosiddetta formazione culturale del mare.

Per quanto è dato conoscere dai ben informati sembrerebbe, ripeto sembrerebbe,che l’ Assessorato, in tempi non sospetti, si sia detto disponibile a concedere questa autorizzazione al Comune al quale pero’ avrebbe delegato l’inevitabile responsabilità della vigilanza. Quindi é facile da qui arguire che il buon sindaco si sia rifiutato di responsabilizzarsi e quindi di fregarsene del porto e di  quanti lo vorrebbero aperto, quanto meno due-tre mesi l’anno.

Ora, invece, dopo avere negato questa possibilità ai pochi fruitori occasionali, per giustificarsi del suo mancato incatenamento (che figura) vorrebbe capeggiare le rivolta mettendosi alla testa del comitato cittadino per rivendicare cosa ?

A parte il fatto che quando in una comunità sorge spontanea l’istituzione di un comitato cittadino é segno tangibile che qualcosa (voglio essere magnanimo) al Comune non funziona; ma con quale faccia si intesta questa iniziativa quando non è stato capace di risolvere il problema ? Come crede di ottenere quello che già l’Assessorato gli ha offerto e da lui l’ha rifiutato? Lui ed il suo assessore sopravvissuto  farebbero meglio a recarsi in pellegrinaggio al santuario della  Madonna del Ponte e chiedere una grazia: ma non quella di fare aprire il porto, quella ormai, prima o poi sarà fatta dalla Regione; ma quella di avere il coraggio di presentare le dimissioni dalle proprie cariche. La Madonna, con la sua profonda generosità, non avrà dubbi a concederla e cosi’ grideremo al miracolo.

Indro Collinelli

4 agosto 2011

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